giovedì 18 novembre 2021

 



 

                             IL BENE COMUNE

 

“ Il dovere morale e civile di educare noi stessi e i nostri giovani al rispetto del bene comune”.

 

“ Bene comune “ sono due parole semplici che contengono una idea la cui forza e potenza è tale da poter salvare il mondo, l’umanità , dalle violenze, da guerre disastrose. Infatti, gli ideali di pace, di solidarietà, di tolleranza, purtroppo nel mondo e nei secoli sono rimasti astrattezze, a causa della prevalenza di egoismi, di avidità di potere, di istinti di violenza.

 

Il “ Bene comune” , invece, oltre a costituire un ideale di valore universale, esso è il compendio di tutti i beni individuali della esistenza umana , costituito dal benessere, materiale e psichico e spirituale , che comprende la “ persona umana” individuale e allo stesso tempo collettiva.

 

Ciascun essere umano al mondo tende al proprio “benessere”, alla protezione e difesa della propria salute e vita, ma in questo suo atteggiamento naturale, spesso trascura un fattore estremamente importante, anzi fondamentale, costituito dal fatto che il proprio “bene” individuale viene a trovarsi necessariamente e inevitabilmente in una condizione di “ complementarietà” nei confronti di tutti quegli altri beni individuali e soggettivi , che appartengono al medesimo contesto sociale.

 

Il trascurare questo fattore essenziale, fa prevalere unilateralmente la volontà soggettiva di ottenere e mantenere il proprio benessere senza tener conto delle eventuali e spesso inevitabili conseguenze negative che da tale atteggiamento potrebbero derivare in danno degli altri, e ciò da sempre ha generato e certamente nel futuro continuerà a provocare contrasti, scontri e conflitti sempre più violenti nei rapporti umani e sociali.

 

Pertanto, il bene individuale, il benessere soggettivo, per mantenersi tale non può e non dovrebbe mai prescindere dal “ bene comune” , da questa realtà contestuale, anzi , per rafforzare ed esaltare il proprio bene, ciascuno di noi , in ogni nostra azione o attività personale, in ambito familiare o sociale e professionale, ogni volta dovrebbe farci riflettere se quella azione o attività non solo sia di beneficio e vantaggio a noi stessi, bensì possa essere oppure realmente sia, di riflesso , positiva o negativa nei confronti degli altri.

 

Ogni essere umano è diverso dall’altro. Ogni individuo ha una sua propria personalità, proprie caratteristiche naturali, fisiche, intellettive, psichiche , particolari attitudini e anche talenti che può sviluppare attraverso l’educazione e la cultura, la esperienza e la pratica in qualsiasi settore delle attività umane, per realizzare il “ benessere ” a se stesso.

 

Ma ciò può realizzarlo con maggiore compiutezza e nel modo migliore e con più soddisfazione, se il suo benessere si accompagna al gradimento di altri nei suoi confronti e può avvenire solo se ogni sua azione o attività è stata rivolta anche al rispetto del bene altrui, del

 “ bene comune “.

 

La ricerca più efficace del “ bene comune “ avviene tramite la cultura, la conoscenza, l’attività di relazione con gli altri.

L’avvenire del mondo è nelle mani dei giovani.

 

Sono i giovani coloro che saranno capaci di cambiare il mondo , trasformando le egoistiche ottusità delle recinzioni culturali, politiche, etniche, sociali, religiose, speculative economiche e finanziarie, in “aperture “ verso scenari globali , attraverso un processo culturale assolutamente innovativo , di un “umanesimo tecnologico “ , basato su quattro elementi :

- La capacità critica

- La creatività

- La comunicazione

- La collaborazione

 

- Questi ultimi due fattori, la comunicazione e la collaborazione devono essere e sono fondamentali al fine di mettere insieme la capacità e i talenti più diversi, nei più diversi settori della conoscenza ( cultura umanistica, arte, scienza, tecnologia, etc.. ) , per poter ottenere i risultati più prestigiosi e innovativi , a favore del vero e reale progresso della umanità intera, costituita dalla unione degli esseri umani, di qualunque razza e provenienza, per la realizzazione del “ Bene comune “.

venerdì 17 settembre 2021

IL RISPETTO

 



 

IL  RISPETTO   UMANO  E  SOCIALE 

 

Il bene comune e l’interesse generale, collettivo.

Se le cose nella società di oggi non vanno nel verso giusto, il disordine e l’arbitrio sono diffusi, emergono continui problemi, conflitti sociali, politici, economici , ma anche nel mondo del lavoro e familiari, ciò è dovuto ad un fenomeno deleterio che vede il  prevalere di interessi particolari , settari, anche illegali, nella vita civile delle comunità.

 Ciò è dovuto alla grave carenza di un valore primario , costituito dal  reciproco  “ RISPETTO “  non solo  dei “diritti” nei rapporti umani e sociali , bensì anche dei “doveri “ , che attengono al rispetto del “bene comune” e dell’interesse collettivo”.

 In primis, a causa di una carenza del rispetto delle leggi che regolano la sana e corretta convivenza civile e la vita sociale, a partire dalla gestione politica delle risorse pubbliche, e di seguito, al rispetto della sana e corretta gestione amministrativa delle pubbliche istituzioni nei servizi pubblici verso la cittadinanza, nonché alla grave carenza di educazione e di comportamenti civili da parte di molti cittadini.

 Altresì , appare sempre più carente il rispetto di certi fondamentali valori e principi che riguardano i rapporti umani, interpersonali., soprattutto familiari.  Un fenomeno che registra  una sorta di crescente “individualismo” , di una pretesa individuale di un “diritto personalizzato”, che sia al di sopra di un qualsivoglia altro diritto individuale altrui, nonché di ordine più generale, collettivo.

In un clima sociale siffatto, nulla di buono si può sperare rispetto ad una costruttiva vita sociale futura di un Paese e per una sana e corretta formazione personale e professionale verso i giovani,  quando vengono trascurati i sentimenti umani e sociali di solidarietà, di aiuto e sostegno a chi ne ha veramete e realmente bisogno, per vedere coltivati invece gli istinti dell'egoismo, della cupidigia del denaro, del culto del potere e quindi della emarginazione dei più deboli.

domenica 11 luglio 2021

UNA NUOVA SCUOLA ITALIANA

 


UNA NUOVA SCUOLA ITALIANA

 

Chiuso un certo tipo di scuola, dovrebbe aprirsene un altro, quello di una “nuova scuola”.

Da parte della politica e delle Istituzioni pubbliche dovrebbe finalmente sorgere una seria assunzione di responsabilità, realizzarsi la capacità e la volontà di cogliere adesso, senza indugi, una occasione unica, epocale, quale quella del “recovery fund” , per portare la “scuola italiana” ai primi posti mondiali, non solo per una già indiscussa e comprovata , elevata valenza culturale, ma ciò dovrebbe diventare anche per una vera efficienza organizzativa dei suoi apparati pubblici.

Una scuola veramente e realmente “moderna” , che però sia vista in un contesto di “rivoluzione culturale” nel nostro Paese, che coinvolga la politica, le istituzioni pubbliche , gli insegnanti e anche la cittadinanza. Le risorse economiche adesso disponibili, se adeguatamente investite, dovrebbero essere utilizzate per una radicale ristrutturazione di tutto il comparto, a partire dalla edilizia scolastica. Edifici nuovi o ristrutturati, modernamente attrezzati e sicuri, con un numero di aule che sia adeguato alle esigenze locali, territoriali e soprattutto che prevedano un numero di studenti , per aula, non superiore a quindici. Un corpo insegnanti , già professionalmente preparato, ma che quantitativamente sia adeguato alle condizioni necessarie stabilite in base alle suddette esigenze.

Inoltre, un altro aspetto importantissimo, è quello di una vera “revisione” dei metodi di insegnamento e di svolgimento delle lezioni, in cui sia più rilevante un rapporto interlocutorio tra insegnante e studenti e soprattutto partecipativo da parte di questi ultimi, con interventi non solo verbali, o scritti , per una riappropriazione della lingua italiana corretta, ma anche illustrativi messi in opera dal docente, tramite appositi mezzi e strumenti , tecnologici, informatici, etc.., che facilitino fisicamente e intellettualmente l’apprendimento delle prescritte nozioni culturali, disciplinari, rendendo per tutti, insegnante e studenti, più interessante e piacevole, persino a volte anche divertente, il percorso disciplinare.

In tal modo, verrebbero a ridursi drasticamente gli impegni degli studenti , quelli che tradizionalmente vengono a loro richiesti con i cosiddetti “ compiti a casa” e che essendo “tradizionalmente” sovrabbondanti, precludono ai ragazzi altre possibilità di rivolgere attenzioni ad attività diverse , anche sportive o di svago, parimenti utili per la loro crescita.

L’utilizzazione dei mezzi e strumenti telematici, sempre più tecnologicamente avanzati, consente , così come ha dato prova l’esperienza durante le condizioni restrittive dovute alla pandemia da covid, sia agli insegnati, sia agli studenti, di approfondire conoscenze in misura sempre maggiore , attraverso la consultazione di testi , di argomenti, e informazioni su personaggi interessanti e tutto ciò , non solo avendolo acquisito , ma anche condiviso , in modo virtuale, durante e anche oltre gli orari previsti per le lezioni in classe..

Aspetto ulteriormente importante ed eccezionale , che la trascorsa esperienza ha fornito, è stata una acquisita assunzione di responsabilità e di autonomia gestionale da parte di ogni studente nello svolgimento degli impegni di studio delle materie . Un fattore , questo, certamente positivo riguardo al processo evolutivo dello studente, e che dovrebbe nel prossimo futuro assolutamente e proficuamente essere utilizzato in un contesto scolastico rinnovato e più adeguato alle esigenze di una società dove il fattore umano, quello dei giovani, costituisce il vero progresso , civile e sociale dell’intero Paese.

domenica 4 ottobre 2020

LA RICOSTRUZIONE

 


LA  RICOSTRUZIONE

 

E’ giunto il momento della “Ricostruzione” del nostro Paese , l’Italia. Un complesso di opere che devono vedere un forte e comune  impegno delle forze politiche, ma anche e soprattutto,  la collaborazione di tutti noi cittadini italiani e ciascuno di noi per la nostra parte.

 

Sono i nostri bambini , i  fanciulli , i giovani a chiedercelo, a pretenderlo, a spingerci verso la realizzazione di un Progetto nazionale , allo stesso tempo ideale e concreto, sia nella sua fattibilità reale , sia per la  sostenibilità economica, come richieste a livello europeo.  Interventi di opere strutturali e organizzative nei settori tecnologici , scientifici, culturali e del terziario, che non possono più attendere , né subire ritardi, oppure ostracismi per interessi faziosi, politici e/o privati. Tutti fattori negativi che sarebbero irrimediabilmente dannosi per la crescita e lo sviluppo sociale , per la stessa salvezza del Paese, per la sicurezza delle nostre comunità.

 

Per la ripresa della produzione e del lavoro emerge l’esigenza di una rinascita del comparto industriale. Per cui è indispensabile trovare al più presto punti d’incontro  e di collaborazione progettuale, tra imprenditori e il governo, al fine di consentire una ripresa degli investimenti nel territorio nazionale, in aderenza alle esigenze di salvaguardia e tutela ambientale e provvedimenti volti alla necessità di rimuovere gli ostacoli costituiti da troppe e complicate norme burocratiche  e fiscali e lungaggini dell’iter giudiziario.

Sono altrettanto necessarie incentivazioni e sostegno nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura, della zootecnia , del turismo, della ricerca scientifica, della formazione professionale , cui va collegata la esigenza di una riforma dell’istruzione scolastica , che consenta apprendimenti culturali più mirati all’inserimento nel mondo del lavoro , alle nuove tecnologie , informatica, oltre che naturalmente ad una cultura di indirizzo classico o scientifico , a seconda delle preferenze degli studenti.

Investimenti economici,  finanziari e organizzativi sono necessari e indispensabili nel settore dei servizi sanitari, in cui appaiono urgenti esigenze di un imponente ingresso operativo di personale medico e infermieristico , sia negli ospedali, sia negli ambulatori territoriali, dei medici di base, per soddisfare esigenze primarie di assistenza pubblica ,specie per persone anziane, disabili, per l’infanzia.

Tutto deve partire dalla “volontà di fare”, politica,  individuale e generale ,ma anche  sociale e civile  , di tutti , per  operare nell’interesse e per il bene collettivo , e ricostruire ciò che serve a favore della nostra Italia, della nostra  “Casa comune ”  , che appartiene a tutti e a ciascuno, che contiene  in sé tutte le nostre vite, le nostre speranze, i  luoghi in cui abitiamo, con le nostre famiglie, in cui svolgiamo le nostre attività di lavoro, professionali, in cui frequentiamo momenti di divertimento, di piacere, di cultura.

 Il nostro Paese , l’Italia , da noi tutti e da ciascuno deve essere ritenuta, perché realmente lo è , la nostra “Casa comune” , in tutti i sensi e con tutti i sentimenti di appartenenza e di rispetto ad una terra ineguagliabile per bellezza e per cultura e che abbiamo tutti il dovere di difendere , responsabilmente,  in quanto che essa è il baluardo a protezione delle nostre esistenze di cittadini, delle nostre famiglie, della nostra gioventù,  contro ogni attacco o eventuale disegno che potrebbe essere già pronto per  dominarla, allorquando venissero meno le volontà , le capacità di noi italiani di mettere mano e realizzare una vera “Ricostruzione” fisica, materiale del territorio , ma anche etica e morale delle Istituzioni pubbliche e della società civile.

 

 

Nel momento cruciale della possibilità di utilizzo delle enormi risorse finanziarie ( quasi trecento miliardi di euro dal Recovery fund e dal Mes ) ) per l’Italia, cioè successivamente all’approvazione del piano progettuale nazionale del Governo da parte della Unione Europea, è urgente e indispensabile che vi sia un’unica “ Cabina di regia “ , governativa e con poteri esecutivi esclusivi, idonea ad impartire precise disposizioni di carattere generale, riguardanti gli ambiti di applicazione delle risorse e i limiti di spesa da non superare, Regione per Regione , condizioni che da queste dovranno essere rispettare scrupolosamente.

 

 

Ogni Regione dovrà avere il compito di presentare tempestivamente, al più presto , specifici progetti ,riguardanti gli interventi da realizzare nel proprio rispettivo territorio. I finanziamenti verranno assegnati solo riguardo a progetti di utilità pubblica e fondamentali , necessari allo sviluppo economico e sociale di ogni rispettivo territorio.

 

 

I soldi potranno venire materialmente erogati , secondo norme e condizioni già stabilite per contratto di appalto, al riscontro dell’inizio dei lavori dei progetti approvati, i quali lavori man mano saranno sottoposti a severi , rigorosi , sistematici controlli da parte degli Organi ispettivi istituzionali preposti, onde evitare pretestuose interruzioni, speculazioni, infiltrazioni criminali, illeciti finanziari e penali. Ogni comportamento od atto illecito dovrà essere duramente sanzionato e con conseguenze che riguarderanno anche la perdita delle risorse finanziare assegnate.

 

 Affinché tutto ciò si realizzi , però è necessario un  "Cambiamento sociale" Non possiamo aspettarci che sia la politica a dover cambiare se stessa , è il Popolo , la società , la cittadinanza che deve cambiare "mentalità", ricostruendola attraverso la cultura , nelle scuole, le università, i mass-media, per una rieducazione civile, verso una coscienza sociale , popolare, in cui risorga il sentimento comune di bene e interesse collettivo, di giustizia sociale e di solidarietà per combattere contro le iniquità e le ingiustizie. Una coscienza che , invece, è divenuta sempre più individualista , egocentrica, rivolta si all'interesse privato, ma che lo ha fatto senza porsi i giusti limiti, necessari al mantenimento di una ordinata, equilibrata convivenza civile e indispensabili per riuscire ad avere una politica corretta ed efficace.

Purtroppo, siamo giunti al punto di non fidarci più l’uno dell’altro. Il timore di essere raggirati, truffati, rubati, è divenuto un problema individuale, ma anche un fenomeno sociale drammatico, soprattutto perché si è quotidianamente sommersi da esempi ed episodi di corruzione, di truffe, di raggiri, da sopraffazioni, da speculazioni, da imbrogli e traffici illeciti, che assumono aspetti di allarme sociale in quanto assai diffusi e invasivi, anche nell’ambito politico-istituzionale.

 

 Per tali motivi, è estremamente urgente e importante rigenerare nel nostro Paese un clima di fiducia sociale attraverso un forte impegno comune nel risvegliare le coscienze verso l’esigenza di ridare alla vita di ciascuno e della comunità civile i valori di una convivenza fondata sul reciproco rispetto, sulla trasparenza e lealtà, sulla difesa del bene comune, onde evitare un aggravamento di fattori negativi già in atto, della disgregazione e discriminazioni sociali, della conflittualità politica, un irrimediabile tracollo sociale e anche economico e il pericolo di venire sottomessi dalle forze più retrive e criminali.



E’ IL LAVORO CHE PRODUCE RICCHEZZA E PROGRESSO, NON IL DENARO.

 

 Se un Paese in difficoltà aspetta inattivo oppure privo di progetti concreti di lavoro di poter ricevere dall’esterno denaro e capitali per poter lavorare e produrre, sicuramente avrà scarse prospettive di ripresa, anche perché ove giungessero i capitali, questi verrebbero inghiottiti in voragini speculative di interessi di privati e di malavitosi.

 

In momenti di crisi finanziaria, di carenza di capitali il Paese più virtuoso è quello che avrà migliori possibilità e probabilità di ripresa. E’ il Paese che saprà risolvere il problema economico e sociale ricorrendo soprattutto e maggiormente alle proprie risorse umane intellettuali e fisiche, ed economiche e produttive territoriali, delle piccole e medie imprese, nei settori tecnologico e informatico, delle fonti energetiche alternative, dello agroalimentare, del patrimonio artistico e culturale e quindi turistico, della moda, dell’artigianato locale, attraverso l’impegno collettivo delle forze politiche e di governo, della imprenditoria , delle forze sociali, della popolazione ad investire tutte queste risorse per intraprendere quelle attività di lavoro necessarie al Paese e alla popolazione, sia nel campo delle ristrutturazioni , manutenzioni, riparazioni, in opere pubbliche , strade , ponti, argini di fiumi e torrenti, acquedotti , impianti di telecomunicazioni, linee ferroviarie e viarie di collegamento fra piccoli e medi centri urbani, collegamenti marittimi diversificati lungo le coste dei mari, sia nel settore dei servizi e del terziario , della istruzione scolastica, universitaria e della ricerca scientifica, e preparazione e formazione professionale, dimostrando la volontà da parte di tutti, imprenditori e dei lavoratori di rinunciare a qualche diritto o interesse laddove vi fosse realmente la necessità, anche di lavorare un poco di più rispetto all’orario di lavoro settimanale stabilito in tempi di normalità. Però, ciò andrebbe fatto necessariamente in un clima di lealtà e in un rapporto di fattiva collaborazione e di vera e reale intesa tra le classi lavoratrici e il mondo imprenditoriale, per evitare speculazioni o soprusi.

 

Così facendo, in tempi non molto lunghi, in questo Paese i risultati positivi emergerebbero, perché ogni attività di lavoro si tramuterebbe in prodotti di beni e di servizi e pertanto, crescerà il numero dei consumatori, come anche la platea dei lavoratori e la circolazione del denaro.

 

In altri termini, il Paese avrà dimostrato di riprendere un percorso di crescita e di sviluppo e dopo un certo periodo di sacrifici, avrà la sicura possibilità di riavere una situazione di normalità economica e finanziaria, ricambiando con una vita sociale migliore i cittadini lavoratori e le loro famiglie rispetto a ciò che essi hanno fatto, sacrificando inizialmente e provvisoriamente qualche loro diritto. Tutto ciò è stato dimostrato realmente nella storia passata e in quei Paesi virtuosi, che si sono trovati in periodi di difficoltà sociale ed economico-finanziaria.

 

 

                                              ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

 

Nota :

L’INDIVIDUO  E  LA SOCIETA’

 

Ho spesso visto persone diventare infelici per essersi accontentate di risposte inadeguate o sbagliate ai problemi della vita; cercano la posizione, il matrimonio, la reputazione, il successo esteriore o il denaro, e rimangono infelici anche quando hanno ottenuto tutto ciò che cercavano. Persone del genere di solito sono confinate in un orizzonte spirituale troppo angusto: se fossero vissuti in un'epoca, in un ambiente nel quale l’uomo attraverso i miti era ancora in rapporto con il mondo ancestrale e quindi con la natura sperimentata realmente e non vista solo dall’esterno avrebbero potuto evitare questo disaccordo con sé stessi.

Oggi si vuol sentire parlare di grandi programmi politici ed economici ossia proprio di quelle cose che hanno condotto i popoli ad impantanarsi nella situazione attuale, ed ecco che uno viene a parlare di sogni e di mondo interiore... tutto ciò è ridicolo, che cosa crede di ottenere di fronte ad un gigantesco programma economico, di fronte ai cosiddetti problemi della realtà? Ma io non parlo alle nazioni, io mi rivolgo solo a pochi uomini. Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male, perché io stesso vado male, perciò, per essere ragionevole, l'uomo dovrà cominciare con l'esaminare sé stesso, e poiché l'autorità non riesce a dirmi più nulla, io ho bisogno di una conoscenza delle intime radici del mio essere soggettivo. È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi poiché essa consiste nella somma degli individui.

 

Carl Gustav Jung, “Ricordi, sogni, riflessioni”.

giovedì 3 settembre 2020

LA RIVOLUZIONE CULTURALE





LA RIVOLUZIONE CULTURALE


“ L’ultima spiaggia “


Se vogliamo che L'Italia ritorni ad essere un grande Paese , straordinario e forse unico per le sue tradizioni ed opere artistiche e culturali, è assolutamente necessario che si liberi di un grave peso, divenuto nel corso degli ultimi decenni sempre più ingombrante, sino a livelli in cui  esso viene a rappresentare adesso un serio ostacolo al progresso della vita sociale e al benessere dei cittadini italiani.


Questo peso è costituto da un fenomeno sociale che purtroppo ha via via interessato un numero sempre più vasto della popolazione. Cioè, il fenomeno della “ superficialità concettuale”  , della “ ostentazione della esteriorità formale “ , fattori divenuti e certamente usati come limiti funzionali in danno allo sviluppo della vera “conoscenza di massa”.


Una moltitudine di persone, giovani e meno giovani, a livello globale, che attraverso i nuovi e più moderni mezzi di comunicazione, si sono nel tempo adagiate alla semplicità, alla istantaneità, alla comodità ricettiva dei messaggi, spesso molto brevi e ad effetto, e di conseguenza emarginando e scartando quegli altri messaggi culturali e informativi che sono rivolti a sviluppare e ad approfondire argomenti interessanti, molto importanti e anche fondamentali, estremamente utili per comprendere la natura di certi e tanti problemi che fanno parte della vita sociale di tutti e rivolti ad aprire la mente umana alle cause che li hanno determinato.  


Questo fenomeno strumentale ha determinato, purtroppo, una grave “carenza culturale”, che ha intaccato  anche classi sociali economicamente più elevate, attraverso una sorta di omologazione comportamentale all’uso di strumenti che obbediscono al fascino dell’immagine , alla suggestione momentanea dell’annuncio, all’impulso emotivo, ma certamente non all’invito alla riflessione, a meglio conoscere , a capire , a rendersi consapevole delle diverse realtà , per quindi poi poterle giudicare nel bene e nel male.


Per tale motivo il nostro Paese , tutta la popolazione ha assolutamente bisogno e con urgenza di essere interessata ad una "Rivoluzione culturale", che parta dal basso. Cioè, un processo rivoluzionario che inizi interessando le coscienze dei cittadini, a qualsiasi livello e classe sociale, affinché tutti e ciascuno di noi si renda consapevole della “trappola” in cui siamo caduti e  continuiamo ad essere trascinati , attratti da immagini virtuali appositamente esposte per distrarre le menti da fatti ed episodi di un mondo reale che , in tal modo, rischiano di rimanere nel buio dell’ignoranza, della inconsapevolezza., della mistificazione della realtà stessa.


Soltanto da una vera ed effettiva “Rivoluzione culturale “ di massa , nell’ambito dei nostri contesti sociali, famiglie , comunità, scuole,  può rinascere nel nostro Paese  la speranza di “sanificazione “ della nostra Società, liberandola di quelle parti che sono rimaste inquinate dal morbo della disonestà, della speculazione criminale, dell’intrallazzo politico e istituzionale, della complicità illegale e mafiosa.



 Soltanto una vera ed effettiva “ Rivoluzione culturale “ , di ritorno e riavvicinamento alle fonti autentiche della cultura italica , storica, artistica e letteraria, che si impadronisca delle coscienze e intelligenze di tutti i cittadini onesti e di buona volontà, può consentire una ricostruzione etico-morale della nostra società , poter ritornare ad una Politica sana ed efficiente, e finalmente dare concretezza reale ai progetti di sviluppo sociale ed economico , nei quali è riposto il futuro delle nostre generazioni.

mercoledì 2 settembre 2020

L'ISTINTO UMANO






L’ISTINTO UMANO


"Sarai degno di rispetto da parte di tutti, se comincerai tu per primo a rispettare te stesso".
Musonio Rufo (Frammento 30)


L’essere umano di oggi , in ogni parte del globo, è pervaso da un irrefrenabile bisogno , dal desiderio di “libertà”, di rivendicazione di diritti umani e sociali fondamentali. 

 Sicuramente lo sono le popolazioni che a tutt'oggi sono assoggettate a regimi dittatoriali. Ma non solo, vi sono popolazioni che fanno parte delle società occidentali, democratiche, dei Paesi tecnologicamente ed economicamente più avanzati, le quali stanno mostrando una evidente tendenza ad ottenere libertà più ampie, che comportano anche il soddisfacimento di “istinti” umani che sembravano in un certo senso dominati. 

 In tali contesti l’uomo appare “stanco” di obbedire alla “ragione” , alle regole , alle leggi, sia giuridiche sia morali, che gli organi istituzionali e principi di ordine etico e morale impongono o prescrivono. Egli vuole vivere libero da tutti questi legami, che per secoli e secoli hanno costituito una sorta di compressione, una limitazione nell'esercizio di desideri istintivi che se anche ritenuti non leciti , sono stati e sono pur sempre insiti nella natura umana.Vuole liberarsi da una "globalizzazione" massificante , dalla quale egli si sente "schiacciato" . individualmente annullato.


Tutto ciò è vero , ed è stato fatto in nome di una esigenza generale, quella di avere e realizzare società improntate ad una regolata “convivenza civile “ tra gli esseri umani, ma che adesso comincia a mostrare aspetti sempre meno convincenti e poco accettati da parte di soggetti che , appunto in questa nostra “civiltà” occidentale “modernizzata”, pretendono di più . Pretendono più libertà. Più liberi di agire seguendo appunto anche tanti impulsi istintuali che si rifanno ad una natura “primordiale “ , e ciò senza limitazioni di sorta.


L’istinto del libero soddisfacimento del piacere, soprattutto quello sessuale, come anche quello di drogarsi, di bere bevande alcooliche, di farsi trascinare dai vortici dello “sballo”, di “ evadere” dalla prigione delle ansie, delle angosce, dalle paure, dal peso delle frustrazioni, dalle situazioni di stress , ma anche la libertà di godere di quanti più beni e piaceri senza curarsi di rispettare i diritti altrui. 

Il piacere della violenza, accompagnata dal desiderio, dalla voglia del possesso di un bene o del dominio sull'altro; persino il piacere della violenza fine a se stessa, dell’horror , della trasgressione. Fenomeni questi che sono il segno inequivocabile di un’epoca molto travagliata , certamente di “transizione” , di una “ crisi “ che investe molte società , in atto investite da mille contraddizioni, di natura sociale , economica , politica , ma anche e soprattutto di “ ordine morale” , esistenziale.


L’uomo di oggi attraversa e vive in un’epoca storica complessa e difficile. Egli è alla ricerca di una propria identità, di una propria autonomia, della propria libertà, ma non è capace di raggiungere tali obiettivi in modo autonomo. 

Per questo motivo si verificano taluni fenomeni individuali e collettivi caratterizzati dal ricorso all'assunzione di sostanze stupefacenti, di oppiacei, anti-depressivi, etc.. rivelando, però, anche eccessi nell'uso degli stessi, che progressivamente generano effetti perfettamente opposti all'obiettivo prefissato, desiderato, determinando il sorgere di dipendenze strumentali che vanificano ogni tentativo di liberazione, di auto-identificazione, facendo precipitare l’individuo in una vera e propria “schiavitù “ , e all'estremo, in una reale e forse irrecuperabile perdita di vita autonoma o della stessa vita.